Una lettera da ADALI alla Fiera di Francoforte

29 Giugno 2020 Off Di Marco Nardini
Una lettera da ADALI alla Fiera di Francoforte

ADALI, l’Associazione degli Agenti Letterari Italiani, nella consapevolezza delle difficoltà di questo momento complicato esprime la propria vicinanza alla Fiera del Libro di Francoforte, di cui apprezza la professionalità e il dinamismo e a cui nel corso degli anni le singole agenzie hanno partecipato in modo proficuo. Tuttavia, abbiamo accolto con perplessità la conferma dell’edizione fisica dell’evento previsto per il prossimo ottobre 2020.
Per quanto la situazione generale stia migliorando e alcuni Paesi abbiano superato la fase più critica dell’emergenza Covid-19, lo scenario internazionale appare ancora troppo precario. In molti Paesi, come gli Stati Uniti o il Brasile, il virus continua a colpire in modo violento e incontrollato. Ad oggi, i numeri ci dicono che non è ancora stato sconfitto. Questa situazione invita alla massima cautela, in particolar modo se si tiene conto del carattere internazionale della Buchmesse.
Appuntamenti internazionali di pari importanza di altri settori sono stati annullati per via dell’emergenza corrente, oppure hanno avuto luogo in versione digitale, come il Festival di Cannes o Art Basel. La Fiera del libro di Göteborg in Svezia e quella di Seul in Corea quest’anno saranno virtuali. In Italia, il Salone Internazionale del Libro di Torino con le sue dirette ha raggiunto un numero straordinario di contatti online. Operando in questo modo, si è riusciti a coniugare la salvaguardia della salute del pubblico e dei lavoratori con il giusto desiderio di non fermarsi, in edizioni certamente ridotte ma che possono svolgersi nella massima sicurezza, per tutti.
Ulteriore elemento di incertezza viene dalla cancellazione dei tre principali gruppi editoriali tedeschi, non parteciperanno alla Fiera: Bonnier Media, Random House e Holtzbrinck, per un totale di 100 marchi. A pochi giorni di distanza, i cinque colossi USA Penguin Random House, Harper Collins, Pan Macmillan, Simon & Schuster e Hachette hanno dichiarato che non parteciperanno all’edizione fisica della Fiera, esprimendo preoccupazione per la salute dei propri dipendenti. È probabile che non saranno gli ultimi a tirarsi indietro.
Il Canada, Paese ospite di questa edizione, ha dichiarato che parteciperà alla versione digitale e ha chiesto di essere confermato come Paese ospite della successiva edizione 2021, viste le inevitabili limitazioni di quest’anno. Come effetto domino, l’inquietudine si è diffusa tra i Paesi ospiti delle prossime edizioni: Spagna, Slovenia e Italia. 
Inoltre, il prossimo autunno probabilmente sarà ancora vietato spostarsi da alcuni Paesi, come gli Stati Uniti e l’America Latina. Per cui, secondo le stime degli organizzatori la fiera sarà ridotta a un terzo delle edizioni precedenti.
In questo clima di incertezza sono tanti gli elementi che invitano alla riflessione. Siamo certi che la Fiera di Francoforte si sta occupando minuziosamente di tutte le misure di sicurezza. Ma ci chiediamo se, vista la costante evoluzione e la conseguente difficoltà di una pianificazione certa, non sarebbe più opportuno, anche dal punto di vista economico, proporre la Fiera in edizione solo digitale, in sostituzione della sua versione fisica. Pertanto dopo un confronto interno e con altre agenzie la maggioranza degli associati di ADALI ha deciso di non partecipare alla Fiera di Francoforte.
Aspettiamo quindi con curiosità e interesse le proposte per la parte virtuale (possibilità di networking, video appuntamenti), che come annunciato dai responsabili della Fiera saranno rese note entro la fine di giugno. Inoltre, restano ancora da definire le modalità di rimborso per il pagamento di quanto anticipato dalle agenzie per la partecipazione alla Fiera, a differenza di quanto è stato fatto per gli editori, per cui sono state già chiarite.
Per finire, esprimiamo la nostra vicinanza a chi è stato colpito dell’epidemia: alle vittime, ai medici, a chi ha perso il lavoro, e ai loro familiari. Una versione virtuale della Fiera ci sembra inoltre un segnale importante di riflessione su crisi ambientale e cambiamento climatico, che come sembra hanno influito nell’esplosione della pandemia. E un’opportunità da cogliere per le sfide del futuro che saranno sempre più digitali, anche per il settore editoriale. 


Adali, the Italian Literary Agents’ Association would like to extend its backing of the Frankfurt Book Fair amidst the current crisis, fully aware of the complexity of the situation.
The individual agencies forming Adali have benefited from attending the fair over the years and appreciate the Buchmesse professionalism and dynamism. We are, however, perplexed by the confirmation that the fair will actually take place in October 2020.
While the general situation is improving and some countries have overcome the most critical phase of the Covid-19 crisis, the international scenario still seems too precarious. In several countries, such as the United States or Brazil, the virus continues to strike in a violent and uncontrolled way. To date, the numbers tell us that it has not yet been defeated. This situation calls for utmost caution, especially if one takes into account the international character of the Buchmesse.
International events of equal importance in other sectors have been cancelled due to the current emergency or have taken place digitally, such as the Cannes Film Festival or Art Basel. The Gothenburg Book Fair in Sweden and the Seoul Fair in Korea this year will be virtual. In Italy, the Turin Book Fair with its live broadcasts has reached an extraordinary number of online contacts. By operating in this way, it has been possible to combine the safeguarding of the public’s and workers’ health with the legitimate desire to carry on. Admittedly, these were reduced events but they took place in the greatest safety, for everyone.
A further element of uncertainty arises from the cancellation of the three main German publishing groups. Bonnier Media, Random House e Holtzbrinck will not participate to the fair. For a total of 100 imprints. While a few days later the five US giants, Penguin Random House, Harper Collins, Pan Macmillan, Simon & Schuster and Hachette have declared that they will not attend the fair because of concerns for the health of their employees. They will, in all likelihood, not be the last to back out.
Canada, guest country of this edition, has declared that it will take part in the online version of the fair and asked to be confirmed as guest country at the 2021 event, given the inevitable limitations of this year. As a domino effect, this unease has spread to the guest countries of the next events: Spain, Slovenia and Italy.
Furthermore, travelling from certain countries or regions like the USA or Latin America is likely to still be forbidden by this coming Autumn. It follows that the organizers estimate a reduction in attendance to a third, when compared to previous years. 
In this uncertain climate there are many elements inviting us to reflect. We are sure that the Frankfurt Fair is taking care of all the safety measures in great detail. But we wonder if, given the constantly evolving situation and the difficulty of clear planning, it would not be appropriate, even financially, for the Fair to take place online, instead of physically. After an internal discussion as well as consulting the opinion of other agencies, the majority of Adali’s associates has decided not to participate in the Frankfurt Fair.
As a result, we await with curiosity and interest the proposals for the digital version of the fair (networking possibilities, video appointments), which as declared by the managers of the Buchmesse will be made clear by the end of June. Moreover, unlike what has been the case for publishing houses with whom this matter has been addressed, we await clarification over the reimbursement procedures for the advance payments the agencies have sent to take part in the fair. 
Finally, we express our support to those who have been affected by the pandemic: to the victims, the doctors, those who lost their jobs and to their families. An online fair, we believe, would also send an important signal of reflection around climate change and the environmental crisis. Factors of great influence, as it seems, in the explosion of the pandemic. It is an opportunity to be seized for the challenges of the future that will be increasingly digital, also for the publishing sector.


ADALI, der Verband der italienischen Literaturagenturen, versichert der Frankfurter Buchmesse seine Verbundenheit angesichts der Schwierigkeiten, die durch die derzeitige Krise entstanden sind.
Nach langjähriger effizienter und produktiver Teilnahme der Agenturen unseres Verbands an der Frankfurter Buchmesse schätzen wir ihre Professionalität und den lebendigen Austausch, den sie ermöglicht. Dennoch haben wir mit Erstaunen zur Kenntnis genommen, dass die diesjährige Buchmesse als Präsenzmesse bestätigt wurde.
Auch wenn sich eine Besserung der allgemeinen Situation abzeichnet und in einigen Ländern der kritischste Höhepunkt des Covid 19-Notstands überwunden scheint, zeigt sich das internationale Szenario noch äußerst prekär. In vielen Ländern, wie beispielsweise den USA und Brasilien, greift das Virus weiterhin vehement und unkontrolliert um sich Die aktuellen Zahlen zeigen uns, dass es noch nicht besiegt ist. Diese Situation fordert zu größter Vorsicht auf, besonders angesichts der internationalen Prägung der Buchmesse.
Internationale Veranstaltungen von ähnlicher Bedeutung in anderen kulturellen Bereichen, wie das Filmfestival in Cannes oder die Art Basel, wurden wegen des derzeitigen Ausnahmezustands abgesagt oder haben als digitale Version stattgefunden. Die schwedische Buchmesse in Göteborg und die koreanische Buchmesse in Seoul werden dieses Jahr virtuell sein. In Italien hat der Turiner Salone Internazionale del Libro mit seinen Liveübertragungen eine bemerkenswerte Online-Resonanz erzielt. Auf diese Art war es den Veranstaltern möglich, den Schutz der Gesundheit des Publikums und der auf der Messe Tätigen in Einklang zu bringen mit dem berechtigten Wunsch, einen Stillstand zu vermeiden. Gewiss sind solche Veranstaltungen weniger umfangreich, doch sie gewährleisten für alle die größtmögliche Sicherheit.
Einen weiteren Unsicherheitsfaktor stellen die Absagen der drei größten deutschen Verlagsgruppen dar. Weder die Gruppe Bonnier Media noch die Verlagsgruppe Randomhouse oder die Holtzbrinck Buchverlage werden an der Frankfurter Buchmesse teilnehmen, was die Abwesenheit von insgesamt einhundert Verlagen und Imprints bedeutet. Kurz darauf  haben die fünf großen US-Verlagsgruppen Penguin Random House, Harper Collins, Pan  Macmillan, Simon & Schuster und Hachette ihrer Besorgnis um die Gesundheit ihrer Mitarbeiter Ausdruck verliehen und angekündigt, dass sie der Präsenzmesse fernbleiben werden. Aller Wahrscheinlichkeit nach werden sie nicht die Letzten sein, die ihre Teilnahme zurückziehen.
Das diesjährige Gastland Kanada hat erklärt, an der digitalen Ausgabe der Messe teilzunehmen, und bat wegen der unvermeidlichen Einschränkung in diesem Jahr darum, für die Buchmesse 2021 als Gastland bestätigt zu werden. In einem Domino-Effekt hat sich die Besorgnis unter den für die folgenden Jahre vorgesehenen Gastländern Spanien, Slowenien und Italien verbreitet.
Darüber hinaus wird das Reiseverbot im kommenden Herbst vermutlich in einigen Ländern wie den USA und den lateinamerikanischen Staaten fortbestehen, weswegen sich die Buchmesse auch  laut Schätzungen der Veranstalter auf ein Drittel des üblichen Umfangs reduzieren wird.
In dieser Atmosphäre der Unsicherheit gibt es zahlreiche Faktoren, die zur Besonnenheit mahnen. Wir sind sicher, dass die Frankfurter Buchmesse sich detailliert mit allen erdenklichen Sicherheits­maßnahmen beschäftigt. Dennoch fragen wir uns, ob es im Licht der noch andauernden Ent­wick­lung der unklaren Situation, der Schwierigkeit einer sicheren Planung und auch unter wirt­schaft­lichen Aspekten, nicht angebrachter wäre, die Messe nur als digitale Version an Stelle einer Präsenzmesse anzubieten.
Aus diesem Grund hat nach einer Diskussion innerhalb des Verbands und nach einem Meinungs­austausch mit anderen Agenturen die Mehrheit der ADALI-Mitglieder beschlossen, an der dies­jährigen Frankfurter Buchmesse nicht teilzunehmen.
Wir erwarten daher mit Neugier und Interesse die Vorschläge für den virtuellen Bereich (Möglich­keiten zum Networking, Video-Meetings), die laut Ankündigung der Buchmessen-Verantwortlichen Ende Juni bekannt gegeben werden.
Es bleiben außerdem für die geleisteten Vorauszahlungen der Agenturen für die Messeteilnahme die Rückzahlungsmodalitäten zu klären, die im Gegensatz zu denen der Verlage noch nicht geregelt oder beglichen sind.
Abschließend möchten wir unsere Verbundenheit mit allen ausdrücken, die von der Epidemie betroffen sind: mit den Opfern, den Ärzten, mit denjenigen, die ihren Arbeitsplatz verloren haben, und mit allen Angehörigen.
Eine virtuelle Version der Messe wäre in unseren Augen auch ein wichtiges Zeichen des Bewusstseins über Umweltkrise und Klimawandel, die offenbar zur Explosion der Pandemie beigetragen haben. Das wäre eine Gelegenheit, die Herausforderungen der Zukunft aufzugreifen, die auch für die Buchbranche zunehmend digital wird.